Il Decreto di Gramiccioli ci dice la verità sulla legge Lorenzin e i gli obblighi vaccinali

Lo confesso, ho dovuto correre ai ripari quando si è trattato di ottemperare agli obblighi imposti dalla nuova legge sui vaccini. Mi ero lasciata per strada qualche richiamo e non perché io sia necessariamente contro o a favore. Penso solo che, data la copertura limitata che i vaccini offrono e data la varietà delle forme con cui la stessa malattia può presentarsi mi sono sempre fatta una domanda: cui prodest? A favore di chi?

Applicando il classico principio secondo il quale il pesce puzza dalla testa, mi viene spontaneo pensare che siano troppi gli interessi economici in gioco, perché i vertici dello stato e delle aziende produttrici di vaccini si pongano seriamente il problema della salute – ormai trattata come merce – dei contribuenti.

Nella maggior parte dei paesi europei, alcune vaccinazioni sono obbligatorie con un numero che si limita a 4, massimo 6. Perché in Italia devono essere non meno del doppio? Siamo più virtuosi o, semplicemente, la classe dirigente è più viziosa che in altri paesi?

Ebbene, per ragioni scolastiche, ho dovuto cedere e sanare “il mio grave inadempimento”, come ha sottolineato l’infermiera che mi ha accolto quando mi ha consegnato i fogli da cui risultavano i vaccini mancanti. Nel mio classico stile mi sono fatta una grassa risata perché, lo devo dire, i miei figli si sono ammalati molto meno di altri e hanno fatto meno malattie infettive di altri proprio senza i vaccini.

Ma il peggio è venuto dopo, quando ho incontrato il medico che mi ha iniettato la paura di meningite, pneumococco e – dato che non c’è il due senza il tre – del celeberrimo papilloma virus. Soprattutto su quest’ultimo, credo che rimanderò perché spero che mia figlia si dia ancora un po’ di tempo prima di entrare in attività! Per il momento, punto tutto su una chiara istruzione dei miei figli – maschi o femmine non faccio distinzione e non ho alcun imbarazzo nel trattare l’argomento – sulla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili attraverso l’uso del banalissimo profilattico!

Nessun vaccino ci protegge di più di noi stessi quando abbiamo cura e rispetto del nostro corpo.

Ecco, dunque, che mi trovo a segnalare una pièce teatrale che, ormai da mesi, sta facendo il giro dell’Italia, svelando i veri interessi dietro il fenomeno di vaccini. La Compagnia Artistica del Teatro d’Inchiesta, infatti, presenta “Il Decreto”, che mette in luce tutti retroscena della legge 119, o legge Lorenzin, che obbliga i bambini italiani a ben dieci “vaccinazioni”.

David Gramiccioli – giornalista, inviato di guerra, attore, già Premio Diritti Umani  e direttore artistico di Colors Radio – va in scena venerdì 2 Marzo alle ore 20.30 al Teatro Manzoni di Monza, e con puntuale lucidità disegna l’Italia delle grandi speculazioni politiche ed economiche.

L’ingresso è gratuito previa donazione ed è libero per i soci del Movimento Genitori Lombardia (quota iscrizione € 10. Rivolgersi a segreteria.mgl@gmail.com).

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