Milanesi, vi faccio fare un giro nelle Blue Zones dove si vive ben oltre i 100 anni in perfetta salute

Dan Buettner è ossessionato dalla vita. Ma non una vita qualunque, bensì quella degli ultracentenari che popolano la terra.

Questo signore americano, nato nel 1960 in Minnesota, nel 2004 si è posto una domanda molto semplice la cui risposta, invece, si articola in ben 9 punti che vedremo tra poco.

Eccovi la domanda: l’aspettativa media di vita degli americani è di 78 anni circa. Salvo…per qualche decina di migliaia di cittadini, che arriva a festeggiare il centesimo anno di età: cosa fanno o non fanno di diverso per evitare anzitempo l’incontro con la signora con la falce?

Intanto, Dan Buettner si è trovato un partner di tutto rispetto – il National Geographic – per andare alla ricerca delle popolazioni che vivono più a lungo, con la consapevolezza che, l’80% delle domande avrebbero trovato risposta nello stile di vita e nell’ambiente in cui questi amabili vegliardi sono inseriti. Mi dispiace, infatti, dover deludere i più, ma – come stabilito nel Danish Twin Study – qui i geni c’entrano solo per il 20%.

La ricerca delle popolazioni più longeve ha visto coinvolto un team di demografi che, cartina alla mano, sono andati alla ricerca dei popoli che hanno un’aspettativa di vita più lunga o tra i quali vi erano parecchi centenari.

5 luoghiLe Zone Blu – hanno risposto a tale criterio e, a questi, ne aggiungo un sesto (l’ultimo della lista) che è stato oggetto di studi da parte di un altro gruppo di ricercatori:

  1. l’Ogliastra e la Barbagia, Sardegna, Italia: regioni che vedono la più alta concentrazione al mondo di centenari maschi.
  2. L’isola di Ikaria, nel Mar Egeo, Grecia: vede una bassa mortalità di persone di mezz’età, ma soprattutto di malattie degenerative come la demenza senile.
  3. la penisola di Nicoya, Costa Rica: conosce la più bassa mortalità al mondo di persone di mezz’età ed è il secondo luogo – dopo la Barbagia – per longevità maschile.
  4. Gli Avventisti del Settimo Giorno, che abitano per la maggior intorno a Loma Linda, California. Vivono 10 anni di più dei fratelli americani.
  5. Okinawa, Giappone: le donne sopra i 70 vivono più a lungo di chiunque altro nel mondo!
  6. Pioppi, Campania, Italia: studiato dall’acclamato cardiologo britannico, Dr Aseem Malhotra, questa amena località del Cilento è assurta alla cronaca per la salute e longevità dei suoi abitanti. Il libro The Pioppi diet ha avuto un seguito a livello internazionale, ma sfortunatamente non è ancora stato tradotto in italiano.

Quali sono i denominatori comuni di questi delle cosiddette zone blu?

Ebbene, i ricercatori ne hanno trovati 9:

  1. Muoversi, muoversi, muoversi: non sport, ma movimento naturale e vita attiva. Nessuno di coloro che è compreso nelle zone blu corre maratone o si sfianca in qualche palestra. Si muovono di più, semplicemente: tengono un orto, si muovono a piedi o in bicicletta, si occupano dei lavori di casa…
  2. Ikigai o Plan de Vida: qualunque sia la lingua in cui lo vogliate dire – giapponese o sudamericano – coloro che arrivano a cent’anni e oltre hanno uno scopo preciso per cui si svegliano la mattina. Trovare la propria ragione di aumenta il senso che la propria abbia un valore e regala 7 anni in più.
  3. Peaceful mind: persino in una bella isola in mezzo al mare è possibile sperimentare lo stress. Lo stress, però, può essere un grande nemico perché, se protratto a lungo, provoca infiammazione cronica nel corpo ai danni della salute. Ognuna delle popolazioni che risiede nelle zone blu, ha un rituale quotidiano per ripristinare la propria serenità, dalla meditazione alla preghiera, dal sonnellino pomeridiano all’happy hour…
  4. La regola dell’80% o Hara hachi bu: a Okinawa mettono a frutto il credo di Confucio, ovvero prima di ogni pasto si ricordano di fermarsi quando lo stomaco è pieno all’80%. Il gap – il famoso 20% – è la differenza tra perdere peso o guadagnarlo. Ve lo ricordate il detto? Colazione da re, pranzo da principe, cena da povero…
  5. Vivi e…vegetali: i legumi costituiscono le fondamenta di quasi ogni cultura centenaria, insieme a verdura e frutta. Carne e pesce entrano nelle abitudini alimentari, ma non così spesso (circa 120 gr di carne o pesce, al massimo una o due volte alla settimana).
  6. Un bel bicchiere di vino rosso al giorno: a parte gli Avventisti, gli altri popoli delle zone blu bevono un bel bicchiere di vino rosso al giorno con gli amici, in accompagnamento con il buon cibo! La prospettiva di vita di chi beve moderatamente sorpassa di gran lunga quella di coloro che esagerano e, no, non è che concentrate tutti i bicchieri di vino il sabato sera!!!
  7. L’abbraccio della comunità: la maggior parte dei centenari vive all’interno di una comunità che li accoglie e li abbraccia. Pregare insieme allunga la vita e fare volontariato almeno una volta alla settimana aumenta l’aspettativa di vita di almeno 4 anni!
  8. Coloro che si amano vengono per primi: la famiglia è al centro della vita delle popolazioni più longeve. Tenere i propri genitori vicini allunga la vita degli anziani e consegna loro, per esempio nella cura dei nipoti, un’ottima ragione per alzarsi la mattina.
  9. Una tribù attiva: non è importante solo dove viviamo, ma anche con chi. Cosa significa? Che avere una cerchia di amici che ci supporta per tutta la vita e condivide e applica le giuste regole che portano salute e benessere, ci fa vivere più a lungo.

Riassumendo: se è vero che essere geneticamente dotati ci porta a superare i cent’anni di vita su questa terra, è anche vero che la capacità di arrivare in salute ai novant’anni è interamente nelle nostre mani: come dimostrano gli Avventisti: con le semplici regole applicate nelle zone blu, l’aspettativa di vita di una persona può aumentare di 10-12 anni. Perché no?

E, infatti, non finisce qui…qualcuno, infatti, ha voluto fare qualche esperimento per incrementare la longevità della popolazione della propria comunità. Seguitemi!

#labiografadelweb vi augura salute e prosperità!

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