Sara Kim Fattorini è…un’eclettica scrittrice milanese!

Nella mia prima vita, dopo una laurea in Lettere classiche, mi avevano spiegato che ci si doveva accontentare di tutto perché nessuno mi avrebbe assunto con il tipo di percorso di studi che avevo intrapreso.

Ma come vorrei avere i tuoi occhi, spalancati sul mondo come carte assorbenti…

(Guccini)

In effetti, in quel momento, desideravo impiegarmi in una qualsiasi azienda: il mondo delle lettere (scuola, università ecc.) non faceva per me. Ciò che mi importava di più era scoprire qualcosa di nuovo. E così, eccomi impiegata negli anni successivi in tre aziende che producevano rispettivamente: bottiglie e vasetti di vetro per alimenti, prodotti in acciaio inox, scarpe da donna e borse.

Divertente? E’ stata una bella esperienza umana, sicuramente istruttiva: da impiegata devi imparare la gerarchia, il linguaggio da usare, il comportamento da avere.

E poi c’è la fabbrica, una vera magia per me, perché è dove ho potuto apprendere come si fanno i prodotti, cosa sono le linee di produzione, come funzionano i turni e le richieste della fabbrica.

Ovviamente tra i prodotti, se dovessi scegliere, tornerei a creare collezioni di scarpe e di borse perché coniuga una passione femminile alla mia creatività.

Ma, come tutti, o quasi tutti, nel cassetto nascondevo un sogno che ho realizzato solo recentemente, e ha cambiato la mia vita. Ma cominciamo dal principio.

Milano, dove tutto è cominciato.

Mi chiamo Sara Kim Fattorini e sono nata a Seoul, in una Corea del Sud caratterizzata da una grande spinta economica, ma anche da regimi militari che si alternavano al potere tramite colpi di stato e sopprimevano nel sangue qualunque spinta libertaria.

Tutto questo, però, mi ha solo sfiorata perché, all’età di 5 mesi, nell’ormai lontano 1972, sono volata a Milano.

Come è successo? Per adozione, naturalmente, e con la complicità dell’esplosione demografica tipica del periodo che rendeva il percorso molto meno tortuoso di quello odierno.

Da quel giorno, sono passati ben quarantasei anni!

Scrittura, che passione!

Sebbene da piccola non avessi sogni particolari circa il lavoro che avrei svolto da grande, sentivo di avere una propensione alla creatività, ma non era coniugata alla professione che svolgo da meno di un anno.

Disegnavo molto bene e avevo una buona manualità: da mia nonna e dalle mie prozie ho imparato a cucire e a fare l’uncinetto dilettandomi a confezionare gli abiti della Barbie;  con mio padre, invece, imprenditore del design, producevo i mobili per le mie bambole. Infine, sempre dalla nonna, ho ereditato la passione per la cucina, che è stato il mio sfogo creativo dall’età adolescenziale fino a quando…non è tornata in auge la scrittura!

Ebbene sì, da meno di un anno la mia professione è la scrittrice.

…e le tue risate pulite e piene, quasi senza rimorsi o pentimenti…

(Guccini)

Scrivere è sempre stata una passione che ho coltivato in cantina, nel rimettere in ordine me stessa ho capito che era l’esperienza creativa più intelligente, grazie alla quale potevo mettermi alla prova. Ho cominciato a scrivere un libro e con il tempo ho visto che stava prendendo una forma originale e poteva diventare un vero prodotto editoriale.

Sapete qual è la prima vera difficoltà dell’atto creativo?

Credere in quello che fai e, nel mio caso, pensare che, davvero, un manoscritto possa diventare un libro per tutti.

E’ dalla comprensione di questa possibilità che nasce la fede che si esprime in un gesto creativo che ti fa volare verso il successo. Il salto mentale, però, è come un salto mortale. E, a volte, può fare paura.

Che dire, poi, delle ore passate in solitudine davanti al computer e dello sdoppiamento che subisci come scrittore nel tentativo di immaginare se la storia potrà piacere al tuo pubblico?

Non sempre le sfide con sé stessi portano al successo, ma con un pizzico anche di fortuna la mia ha avuto un felicissimo happy end. La chimica dell’acqua, il mio primo romanzo, è stato pubblicato con successo da SEM, Società Editrice Milanese, e lo trovate nelle librerie tradizionali e online

Milan, l’è un grand Milan…

La chimica dell’acqua è un romanzo giallo ambientato a Milano.

E dove se no?

Milano è la città in cui vivo da sempre ed è quella che, in Italia, offre le maggiori prospettive lavorative. E, per come sono fatta io – abitudinaria e poco propensa al cambio di città – direi, che è l’unica scelta possibile.
E poi io adoro Milano! Di questa città mi piace persino la puzza di smog!

Insomma, è la mia città e cerco di conoscerla a fondo.

Per esempio, la zona dove ho scelto di ambientare La chimica dell’acqua è quella che frequento.  Confesso, però, che dopo avere scritto il romanzo sono andata a ricontrollare alcuni luoghi per essere sicura che la memoria non mi ingannasse! In ogni caso, ciò che mi premeva di più nel libro era restituire l’atmosfera colta in qualche dettaglio che ho osservato e che poteva aiutare il lettore in quel processo che si chiama immedesimazione.

Milano quando c’è la nebbia…

Oltre allo smog, c’è un’altra cosa che apprezzo di Milano: il cielo grigio. Cosa c’è di meglio che rifugiarsi in casa a leggere, attività che prediligo, soprattutto nelle fredde giornate invernali? Meno male che esistono le giornate bige!

Della mia città, poi, non cambierei nulla. Trovo, infatti, che Milano abbia fatto enormi passi avanti: è diventata più bella, più vivibile, più contemporanea, con uno sguardo sul futuro che piace moltissimo ai milanesi!

E, quindi, direi: Milano, avanti tutta!

…ma come vorrei avere da guardare ancora tutto come i libri da sfogliare
e avere ancora tutto, o quasi tutto, da provare…

(Guccini)

I luoghi dell’anima di Sara!

Sempre chiusa in casa? Certo che no!

Esco anche io ma, per sopraggiunto limite di età, non frequento più i locali. Preferisco i ristoranti. E, ultimamente, mi piace ricercare posti che appaghino le papille gustative e il mio senso estetico, ovvero cerco sempre luoghi che abbiano un’idea nascosta sul futuro.

In generale, però – anche per motivi professionali, frequento maggiormente attività culturali come i Giovedì di SEM, la mia casa editrice, o La Milanesiana, e ogni tanto vado all’inaugurazione delle mostre d’arte, soprattutto contemporanea perché…

Uno sguardo sul futuro…

…nel mio secondo romanzo l’arte contemporanea farà da sfondo al racconto! Ebbene sì, sto scrivendo il sequel de La chimica dell’acqua. In questa nuova puntata, però, il detective Corna indagherà nel mondo del collezionismo internazionale.

L’idea è nata da una chiacchierata con uno dei miei più cari amici che è un artista e collezionista. A questo si unisce la curiosità, sempre rinnovata, di esplorare a fondo l’animo umano, quella parte più “nera” e nascosta che cerco in mondi dove possa venire allo scoperto.

Quando sarà pronto il nuovo romanzo? Non lo so! So solo che, se scrivere il romanzo d’esordio è stato un lavoro solitario in un confronto continuo con me stessa e un’amica, anima pia, che mi ha ascoltato,  oggi è molto diverso: ho una casa editrice – SEM – e un team di professionisti con cui dovrò dialogare e con cui perfezionare il mio metodo di lavoro.

Se volete ascoltare la presentazione del libro La chimica dell’acqua, Sara Kim Fattorini sarà presente il 07 novembre 2017 ad uno degli incontri Giallo Milano all’interno del progetto Periferie al Centro.

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