Gianluca: Your mood is my Mixology

Se guardo da lontano, la mia vita è caratterizzata da una serie di salvataggi.

Uno dei più importanti è avvenuto durante una serata milanese dove ho avuto la fortuna di incontrare quella che è diventata la mia compagna. Insieme al nostro bambino, condividiamo la vita da ormai quindici anni. Che c’è di strano? – direte voi. Beh, è un incontro successo per caso, in un periodo in cui non stavo bene. Volete sapere che professione fa la mia signora? Ebbene è un’abile farmacista che mi ha fatto mettere la testa a posto e mi ha aggiustato anche la salute!

Se un uomo non perde la testa per amore, non ha la testa.
(Arthur Bloch)

Milano dove tutto è cominciato

Mi chiamo Gianluca e sono nato nel 1974 con un sacco di sogni in testa su quello che avrei fatto nella vita: astronauta, pilota, calciatore (W Milan!). La verità è che andata molto diversamente.

Infatti, sono nato a Milano, nello storico quartiere del Giambellino, le cui vie, ancora oggi, si rivelano poco salutari per chi, come me, voleva stare fuori dai guai.

La soluzione? Lo sport, che diventa un aiuto per salvarsi dal “quartiere”. Tra i 10 e i 19 anni, infatti, ho intrapreso una soddisfacente carriera sportiva giocando a Hockey per la Mediolanum, nel palazzetto che oggi ha preso il nome di Agorà.

Avendo, ad un certo punto, deciso di lasciare gli studi, mio papà mi spedì a lavorare con lo zio nella sua pasticceria in via Castelmorrone. Davvero un lavoro interessante dove ho imparato a trattare la materia prima con rispetto e seguendo le rigorose indicazioni delle ricette, creando tradizionali dolci. E’ il mio primo vero incontro con la miscelazione, un’arte che, come vedrete più avanti, mi ha stregato.

Ma torniamo a noi. La mia vita di questo periodo è caratterizzata da una disciplina ferrea e da una dedizione totale. La sveglia è fissata all’alba, la sera a letto presto; di giorno in pasticceria, nel tardo pomeriggio insegno Hockey ai ragazzini, la sera gli allenamenti. Niente vizi, non ho il tempo di andare a cercarli.

L’essenza della grandezza consiste nella capacità di scegliere la propria personale realizzazione in circostanze nelle quali altri scelgono la follia.

(Wayne Dyer)

E poi? La partenza per il militare ed un infortunio spezzano l’incantesimo. Certo, la mia passione per l’Hockey resta,  ma sono costretto a lasciare la carriera agonistica.

Mamma, solo per te la mia canzone vola…

Rientrato a casa, dopo l’anno dedicato alla naja, tutto è cambiato. La situazione familiare, di fronte al divorzio dei miei genitori, si era fatta pesante e così decisi di andare a vivere da solo.

Da super disciplinato a nomade ribelle il passo è breve e la mia vita prese una svolta inaspettata.

Ancora un salvataggio? Sì! Per fortuna.

Incontro un amico sui Navigli che ha un locale e mi propone un posto di lavoro. Ribalto tutta la mia vita in un secondo e comincio a lavorare di notte, mettendo a frutto ciò che ho appreso con lo zio in pasticceria nel rigore delle preparazioni e nella creatività delle miscelazioni.

Mia mamma, vero pezzo forte della mia anima, è felice che stia mettendo ordine nella mia vita, e Milano, la mia città, diventa il mio porto naturale.

Vita da Barchef

Sono intrigato dalla miscelazione. Sono affascinato dalla possibilità di utilizzare tecniche sofisticate che rubano trucchi alle altre arti per creare preparazioni uniche.

Il mio motto è: your mood is my mixology. Ad ognuno il suo cocktail. E i Negroni diventano tutti “sbagliati”.

L’avvento di internet ha cambiato il volto della mia professione: il mondo si è arricchito di modi nuovi di interpretare ricette tradizionali. C’è posto per la creatività e l’improvvisazione se costruite sullo studio approfondito di tecniche complesse di miscelazione, delle materie prime e delle ricette tradizionali. C’è posto soprattutto per le collaborazione con amici e colleghi anche stellati con cui ci si scambia metodi nuovi, suggerimenti, ricette.

Milan l’è un gran Milan…

La mia giornata è piena e lavoro tutte le sere fino a tardi.

Certo, non è che lavoro soltanto. Ma non crediate che faccia chissà che nel tempo libero. In fondo, io sono in vita tutte le sere! Verificate personalmente: venite a trovarmi al Fluffer, in via Elba 30 a Milano, sarete accolti con cortesia ed avrete un cocktail tagliato su misura del vostro umore, gusto e personalità.

Tornando ai momenti di svago, fino ad un certo punto, ho coltivato l’interesse per le moto che mi ricordano tanto papà. Ma dopo la nascita di mio figlio Matteo che con il suo sguardo mi invitava a rimanere a casa, ho deciso di rinunciare alle domeniche in pista e di darmi, piuttosto, alla pesca. Decisione, davvero salvifica!

Oggi la luce ha fatto incetta di colori purissimi per disegnare lo sguardo di un bambino.

(Fabrizio Caramagna)

Il lunedì, invece, è il giorno dedicato al mio bambino. Lo vado a prendere a scuola, lo porto al parchetto e me lo coccolo un po’. Indubbiamente, la famiglia ha un ruolo assolutamente centrale nella mia vita ed è un valore per me irrinunciabile. E’ una delle ragioni per cui ho deciso di vivere vicino a Milano, oltre a quella strettamente legata alle opportunità lavorative che questa città offre.

Milano, infatti, è un luogo dove tutto è possibile e si è più vicini al resto del mondo. Dopo l’Expo, poi, Milano è diventata selettiva, offrendo possibilità di livello più interessante dove sono richieste competenze forti che regalano anche maggiori soddisfazioni.

Adoro Milano. Posso dire che mi piace il caos assoluto di questa città, la frenesia con cui si muove. Solo che non ci vivrei mai. Come dimora, ho scelto un paesino dell’hinterland dove c’è più spazio, tranquillità e silenzio, condizioni indispensabili per ricaricarmi.

Certo, non è tutto oro ciò che luccica. Avete presente le fredde giornate dove il cielo si fa di un grigio plumbeo che grava per giorni sulla città? Quelli sono i miei momenti più cupi. La mia strategia non ha niente di grandioso, ma funziona: mi rifugio sul divano e mi sparo una serie infinita di documentari.

Se poi dovessi poter fare qualcosa per Milano, ne migliorerei la sicurezza notturna, che è l’aspetto che io vedo più spesso. Ci sono luoghi della città ancora non valorizzati che potrebbero diventare, se serviti adeguatamente, interessanti punti di incontro.

Oggi e domani: lavori in corso

Oggi, il mio lavoro consiste nel contribuire al “rilancio del locale“, un pacchetto di attività che comprende formazione del personale e messa a punto del business affinché funzioni. Ma non è tutto qui. Per gli amici, infatti, sviluppo brevi corsi per appassionati o per chi, semplicemente, vuole avvicinarsi alla preparazione di drink.

Il mio sogno nel cassetto? Una scuola dove i ragazzi, all’interno di un locale, apprendano l’arte della miscelazione, della cucina, della pasticceria.

Il mio desiderio è quello di occuparmi della formazione di super-professionisti, capaci di confrontarsi  con il variegato e complesso mondo che verrà.

Non accontentarti mai del secondo posto. Se vuoi avere grandi risultati, devi avere grandi sogni.

(Anonimo)

Per contatti ed informazioni: cocktailmania74@gmail.com

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