Le 5 regole manageriali delle #Marimba (mamme rimba) aka #FabulousFive per un glorioso 2018!

Le #Marimba (mamme rimba) aka #FabulousFive

Le #Marimba (mamme rimba) aka #FabulousFive, vi agurano un glorioso 2018!

Ma perché lo sia, avete fatto la lista dei buoni propositi? Che inizio di nuovo anno è, se no?

Regine e Reginetti si può diventare

Il primo punto di ogni buon piano è: fare il piano!

Più facile a dirsi che a farsi? Ne sappiamo qualcosa io e le #Marimba aka #FabulousFive sempre in lotta contro il tempo, gli imprevisti e le brutte abitudini che, porca vacca, non si possono cancellare con il bianchetto!

Perché, diciamocelo, le vecchie abitudini sono così rassicuranti che – quasi, quasi – ci mancano! In effetti, uscire dalla propria zona di comfort crea qualche scompenso.

Ecco allora che, dopo aver stilato il famoso piano, è necessario dare una priorità ai propri progetti e focalizzarsi su un obiettivo per volta, evitando i 13 errori che portano ad un sicuro fallimento!

Ma c’è ancora un ingrediente che può rendere glorioso il 2018 e mettere le basi per un ricco futuro: le 5 regole manageriali che spianano la strada ed eliminano ogni interferenza.

Non permettete al mondo esterno di fare il bullo

E’ così che la dovete pensare. Trattate il mondo esterno come trattereste un piccolo grande bullo di quartiere. Perché dico questo? So, per esperienza personale, che tutti – a partire dai familiari – cercheranno di spegnere la vostra fiamma, ostacolandovi se vi concentrate su altro che non siano le loro esigenze.

Non è forse vero? In ogni favola che si rispetti, c’è sempre una lampada accesa capace di ricondurci a casa dal buio più profondo.
Dentro di noi, allo stesso modo, c’è una luce pura, perfetta, immutabile. Questa è la più grande magia che si snoda scintillante sulla strada che decidiamo di percorrere.
È come polvere di stelle, sai, niente molliche di pane, sassolini bianchi o altre cose del genere.
Ebbene, chi tiene accesa la luce? Tu, io, noi, perché siamo esseri magici per natura.
Ma, credimi, tutti fanno a gara per spegnerla. E allora può succedere il peggio.
C’è un segreto, però, che devi aiutarmi a svelare: la luce può essere riaccesa. In ogni momento.
Basta trovare l’interruttore.
E io so dov’è.

(da Una storia di Ordinaria Magia)

Non solo, durante la mia carriera di mamma ho dovuto, insieme ai miei figli, affrontare qualche spiacevole situazione derivante da…bulli, per l’appunto. E ne ho tratto qualche insegnamento che ho racchiuso in un libro dal titolo Una storia di Ordinaria Magia con la benedizione delle #Marimba aka #FabulousFive.

Le 5 regole manageriali per realizzare i propri sogni

REGOLA N. 1

Quando arrivi in un posto nuovo, per i primi 6 mesi, astieniti da ogni commento o giudizio. Osserva e stai zitto. Alla fine dei 6 mesi, potrai decidere cosa ti va e cosa no. Ed agire, in modo lecito – leggi, facendo del bene a sé stessi e agli altri, come credi o come ti conviene.

Cosa significa? Semplice: i bulli hanno spesso bei modi e volti angelici. I loro modi violenti nascondono una sensibilità che permette loro di modularsi sull’animo che incontrano e secondo le circostanze. Hanno bisogno di un pubblico perché, diversamente, non sono nulla. In qualunque situazione nuova vi troviate, prendetevi il tempo per valutarla. Che fretta avete? Questo sistema disattiva la funzione “bullo” perché se non c’è vittima, non c’è carnefice.

REGOLA N. 2

Ascolta e ripeti. Ci sono persone che amano parlare. Dicono di tenere molto in considerazione le opinioni altrui e di amare lo scambio di idee. In realtà, non è vero un bel niente! Se attaccano a parlare, sprofondano in lunghi e tediosi monologhi, mettendo in mostra la propria grandezza. E se accenni a dire una parola, ti spianano come una sottiletta. La soluzione? Darsela a gambe, oppure spegnere il cervello e lodarli con le loro stesse parole.

L’importante è evitare lo sforzo creativo di produrre idee per coloro che non sono interessati né a noi, né al nostro benessere. Indicate loro il cestino della spazzatura sotto il lavello affinché possano comodamente vomitare il groviglio di parole che hanno dentro, mentre voi di dedicate al vostro progetto!

REGOLA N. 3

Cui prodest? A favore di chi? Ottima domanda per dare senso etico alle proprie azioni, capire come gira il mondo, sottrarsi ai predatori e a tutti quelli che usano gli altri per i propri scopi.

Ci sono due tipi di persone al mondo. Il primo tipo ha sempre una domanda in testa: cosa ci guadagno io? Il secondo tipo ne ha invece una seconda: come posso essere di servizio agli altri? Quindi, stabilite con chi volete accompagnarvi ed ogni volta che qualcuno vi interpella, domandatevi quali siano le ragioni del suo agire. Perché se si tratta del primo tipo – cioè di vampiri – c’è una sola soluzione: la fuga!

REGOLA N. 4

Solo i tosti sono leader. I leader si preoccupano prima di essere capitani del proprio destino, poi, se hanno fortuna, spartiscono la propria conoscenza con gli altri. In ogni caso, agiscono con senso di responsabilità, per il bene proprio e degli altri. Non necessariamente fanno proseliti.

Qui entriamo nel campo dei follower, perché oggi come oggi, il successo è determinato da quanti ti seguono a prescindere dalla qualità del servizio offerto e dall’etica applicata alla vita. Io me ne sono fatta una ragione e ho preso una decisione: trust the process! La leadership è una questione personale e non quantitativa. Perché? Perché per quanto l’aspetto quantitativo sia importante, innesta il seme della scarsità che, prima o poi, genera un attaccamento malato a sua volta un profondo senso di perdita e avidità. A questo, il leader non può che preferire la prosperità che spinge verso un mondo di abbondanza, altruismo, condivisione e immensa generosità.

REGOLA N. 5

I tosti assecondano la corrente, senza aver bisogno di controllarla o di lottare per appropriarsene. Ciò che diverte i tosti è occuparsi di compiere il proprio destino, assecondando il flusso, rimanendo aperti ai doni della vita e surfando sulla cresta dell’onda così da cogliere il momento giusto per saltare su un’altra linea della vita. Fortuna, fortuna e ancora fortuna.

Gli esseri umani sono naturalmente portati verso la sopravvivenza. Questo significa che taluni atteggiamenti di attaccamento verso ciò che hanno, prima tra tutto la propria vita, sono innati. L’importante è comprendere che l’attaccamento irrigidisce e cristallizza in pregiudizi e false credenze. Ecco perché deve essere gestito attentamente e tenuto a bada. Se prende il sopravvento, la corrente di energia e vibrazione positiva che ci conduce verso i nostri obiettivi si interrompe o devia verso luoghi oscuri fatti di preoccupazione e dubbio. La cresta dell’onda diventa un abisso e dal fondo non abbiamo più la visione d’insieme che ci serve per navigare nel complesso mare dell’esistenza.

Arrendetevi, dunque alla vostra grandezza. Applicate le 5 regole manageriali per realizzare i vostri sogni tratti dal libro Una storia di ordinaria Magia e, soprattutto, divertitevi a costruire il vostro destino.

Le #Marimba aka #FabulousFive rinnovano il proprio augurio di un glorioso 2018!

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