Fondazione Pangea onlus aiuta le donne a costruire un mondo migliore

Luca Lo Presti

La violenza di genere non conosce confini. In ogni paese o cultura, la violazione dei diritti si ripropone sempre uguale a sé stessa. Le vittime principali sono le donne e i loro bambini.

Fondazione Pangea Onlus ha fatto una scelta: creare un mondo migliore. Per farlo ha puntato sulle donne, vero motore del mondo.

Quando si scrive delle donne, bisogna intingere la penna nell’arcobaleno.

(Denis Diderot)

Quando una donna ricomincia a credere in sé stessa, l’effetto moltiplicativo di benessere personale e lavorativo che proviene dal suo impegno è sbalorditivo. Solo il genere femminile è capace di un cambiamento così radicale da generare opportunità per tutta la comunità in cui vive, a partire dai propri figli.

Attraverso la solidarietà, l’onestà e la forza individuale e del gruppo, il futuro prende forma: vale la pena vivere. Vale la pena vedere i propri bambini – figlie in testa – esigere di crescere in un mondo più rispettoso e giusto.

E’ possibile, quindi, costruire un mondo di pace? La risposta è affermativa. Per Fondazione Pangea Onlus, la risposta è DONNA.

Milano dove tutto è cominciato

Mi chiamo Luca Lo Presti e sono nato a Milano nella zona di Quarto Oggiaro. A parte un felice innesto siciliano – mio padre – la mia famiglia è milanese al cento per cento da ben sette generazioni.

Ho cominciato a lavorare a 14 anni. Di giorno mi guadagnavo il pane, di sera andavo a scuola. La busta paga la depositavo sul comodino di papà ogni mese per contribuire alle spese di casa.

Mi piaceva il mio mestiere di odontotecnico. Conducevo una vita normale e, appena potevo, mi mettevo in viaggio – zaino in spalla – con la mia fidanzata di allora, poi diventata madre di mio figlio.

Nel 2002, la mia vita ha preso una piega diversa: sono andato dal notaio e ho costituito Fondazione Pangea Onlus. Avevo le idee chiare? Assolutamente no, come non le ho oggi.

E il motivo è semplice: Fondazione Pangea Onlus è più di un’associazione, perché è fatta della forza delle persone che collaborano con noi, a partire da Silvia che ho conosciuto una quindicina di giorni dopo la fondazione di Pangea.

Silvia lavorava come volontaria per la raccolta fondi per un orfanotrofio in Romania. L’assistente del notaio presso cui avevo siglato l’atto di fondazione di Pangea abita dove vive Silvia. Pura coincidenza? Comunque sia, è stato un incontro felicemente casuale che, in un batter d’occhio, ha dato vita a parecchi progetti di ampio respiro.

Milano è generosa

Vivo e lavoro a Milano per varie ragioni.

Innanzitutto, qui sono nato e qui ho tutti i miei affetti, per me irrinunciabili.

In secondo luogo, mi piace questa città. Anche se la frequento poco, la trovo ben organizzata e con tutto l’indispensabile a portata di mano.

Inoltre, Milano è molto generosa in fatto di donazioni. Se a Roma è necessario essere presenti – e lo siamo grazie a Simona Lanzoni – perché sede delle principali istituzioni e commissioni che si occupano di pari opportunità, a Milano è indispensabile avere una sede per l’alta concentrazione di aziende, persone facoltose e donatori in genere.

Purtroppo, Milano è la città più violenta d’Italia per quanto concerne le tematiche di genere. E non si tratta della strada, si tratta di una violenza che si consuma prevalentemente tra le mura domestiche. Per fortuna, a Milano le donne hanno sempre più la forza di riportare i soprusi, e Milano è la città con la più alta concentrazione e diffusione di organismi specializzati in questi temi, capaci di accogliere e trattare le denunce ricevute.

Viviamo in un mondo in cui ci nascondiamo per fare l’amore, mentre la violenza e l’odio si diffondono alla luce del sole.

(John Lennon)

Detto ciò, Milano ha anche un lato negativo. In una grande città, infatti, il messaggio di Pangea rischia di disperdersi venendo a mancare il rapporto di fiducia generato dalla conoscenza reciproca tipica dei piccoli luoghi.

Ecco perché, dato che ogni anno la raccolta di fondi si fa più faticosa, abbiamo deciso di focalizzarci su pochi progetti di lunga durata. Scegliamo con cura dove allocare le nostre risorse, non prima di aver effettuato un’attenta analisi dei bisogni e degli strumenti che sono necessari alle donne per iniziare un’attività che garantirà loro, nel breve, la sopravvivenza.

Un punto importante della nostra fondazione è che tutti possono essere Pangea. Qualunque progetto di aiuto che sia in linea con la ragione di vita della fondazione, può essere portato avanti da Pangea. Con il supporto della fondazione, coloro che presentano il progetto sono responsabili totalmente della buona riuscita dello stesso.

C’è un’esigenza? Pangea risponde

Ad oggi, Fondazione Pangea Onlus ha progetti in Italia e in paesi quali India e Afghanistan.

Nel 2018, verrà attuato un progetto importante, lanciato alla fine del novembre scorso, che prende il nome di AMA – Rete Donne Pangea. Si tratta di costituire una rete per uscire dalla violenza. Una rete di donne per le donne.

In questo ambito, verranno formate 600 donne – nel 2018 si partirà con le prime quaranta – in tutta Italia che forniranno aiuto a coloro che ancora vivono di quotidiana violenza.

In questo progetto, si lavora in sinergia con altre associazioni dedicate a combattere la violenza di genere. Di fatto, con il progetto AMA, Pangea andrà a colmare una carenza nei servizi proposti, mettendo insieme un gruppo di persone specializzate nel supporto alle donne vittime di violenza.

Milano quando c’è la nebbia e quando sogno

Io lavoro parecchio. Pangea è la mia vita. Quando non sono in ufficio, mi rifugio a casa, una ex fabbrica dove sono stati ricavati parecchi appartamenti e dove sembra di essere in un piccolo borgo, quasi una comune.

Locali? Sinceramente, a parte il Kebabbaro che mi salva spesso le cene, non ne conosco molti. Se non sono in Pangea, sono con mio figlio e viceversa.

Cosa vorrei per Milano? Forse creerei dei poli di aggregazione che sappiano spezzare la mentalità tipica dei piccoli gruppi che non riescono ad aprirsi ed a ampliare le proprie vedute.

Vorrei che questi luoghi godessero di una frequentazione più popolare e fossero capaci di creare momenti di vera condivisione.

Per Milano e per tutta l’Italia, poi, mi auguro che i ragazzi vengano educati sulle tematiche sociali, perché la violenza è, innanzitutto, figlia dell’ignoranza.

Essere donna è così affascinante. È un’avventura che richiede tale coraggio, una sfida che non annoia mai. Avrai tante cose da intraprendere se nascerai donna. Per incominciare, avrai da batterti per sostenere che se Dio esiste potrebbe anche essere una vecchia coi capelli bianchi o una bella ragazza. Poi avrai da batterti per spiegare che il peccato non nacque il giorno in cui Eva colse la mela: quel giorno nacque una splendida virtù chiamata disubbidienza. Infine avrai da batterti per dimostrare che dentro il tuo corpo liscio e rotondo c’è un’intelligenza che chiede d’essere ascoltata.

(Oriana Fallaci)

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