Fate leggere ai vostri figli la lettera di Daniele Novara a tutti gli adolescenti

I bambini milanesi sono maleducati. E gli adolescenti non sono da meno, anche perché si trovano in quella terra di nessuno in cui si realizza la fine dell’infanzia e l’inizio di qualcosa di nuovo, elettrizzante e terrificante al tempo stesso. E’ il tempo delle litigate e dei musi lunghi. E’ il tempo della reciproca offesa che può creare fratture insanabili. E’ il tempo in cui papà e mamma servono…ma a che cosa?

Quella che segue è la lettera di Daniele Novara agli adolescenti. Classe 1957 e milanese di nascita, Daniele Novara ha speso una vita in ambito sociale, occupandosi di educazione e gestione dei conflitti. Dirige da quasi 30 anni il CPP Centro PsicoPedagogico con sede a Piacenza, e con attività in tutta Italia.

Se come me avete figli adolescenti, può capitare di rimanere senza parole e di non sapere più che cosa sperare, cosa augurare a questi uomini e donne in erba che ci fanno impazzire con i loro modi di fare.

Vi lascio, dunque, alla lettera di Daniele Novara, che può essere per gli adolescenti un promemoria per aiutarli a lasciare definitivamente l’infanzia e guardare avanti con coraggio.

Ecco i miei consigli per tutti gli adolescenti.

Viaggia – Inizia a conoscere i tuoi limiti e le tue risorse nell’avventura del viaggio, nello spostamento per conoscere nuove città, lingue diverse, altre persone. Non perdere queste occasioni. Convinci i tuoi genitori. Digli che non sono capricci e che il viaggio conta come andare a scuola. Forse di più.

Vivi le relazioniNon isolarti. Le relazioni aumentano le tue possibilità. L’indice sociale nel concreto della vita è più importante del quoziente intellettivo. I rapporti che costruisci resteranno. Le amicizie potranno perdersi ma tu avrai imparato a interagire con gli altri, a dare e a prendere, a comunicare e a gestire i tanti conflitti che si creano. Un vantaggio enorme per affrontare le mille sfide che ti aspettano.

Lavorare stanca, ma fa crescere – Appena puoi, appena un’occasione te lo consente, fai un’esperienza di lavoro. D’estate è l’ideale. Non arrivare a 25 anni senza aver mai lavorato. Si impara da ragazzi a farlo. Metti questa esperienza nel tuo curriculum. Non stare ad aspettare che tutte le pedine siano al loro posto. Provaci subito.

Giocare su un prato è meglio che su videoschermo – Non farti fregare. Usare la realtà virtuale è comodo: videogiochi, siti web, contatti anonimi. Ma se ti lasci prendere troppo, ti trovi improvvisamente senza radici stabili, perso in un mondo che ti sembra vero ma che è solo apparenza.

Impara – La facilità con cui si impara in questa tua età non tornerà più. Sfrutta al meglio questo momento. Le lingue anzitutto. Il nostro caro italiano all’estero serve poco. E poi la musica, lo sport, le competenze tecnologiche, l’affettività e la sessualità. E non snobbare lo studio scolastico. Tutto questo ti resterà per sempre.

Leggi – L’eccesso di immagini spegne l’immaginazione. Un libro non ti toglie nulla, aggiunge piuttosto alla tua fantasia la sensibilità che ci metti tu, i collegamenti che puoi fare con la tua vita, le mille emozioni che ti incendiano, le mille riflessioni che ti possono venire.

Condividi – Un futuro migliore dipende anche dalla tua voglia di esserci quando serve il tuo aiuto, dalla capacità di prenderti cura della città in cui vivi, della natura, degli altri. La solidarietà inizia con te.

Sei all’inizio di un lungo viaggio. Prendi tutto quello che puoi. Fai una bella scorta di esperienze. Le parole del grande poeta greco Costantino Kavafis, nella poesia Itaca, sembrano fatte apposta per accompagnarti:

“… Devi augurarti che la strada sia lunga, che i mattini d’estate siano tanti, quando nei porti – finalmente e con che gioia – toccherai terra tu per la prima volta: negli empori fenici indugia e acquista madreperle coralli ebano e ambre, tutta merce fina, anche aromi penetranti d’ogni sorta, più aromi inebrianti che puoi, va in molte città egizie impara una quantità di cose dai dotti.
Sempre devi avere in mente Itaca – raggiungerla sia il pensiero costante. Soprattutto, non affrettare il viaggio; fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio metta piede sull’isola, tu, ricco dei tesori accumulati per strada senza aspettarti ricchezze da Itaca …”

Buona adolescenza!
Daniele Novara

#labiografadelweb vi augura in bocca la lupo!

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