Associazione Pollicino e Centro Crisi Genitori Onlus per un aiuto concreto sui disordini del comportamento alimentare da 0 a 16 anni

Io amo Milano quando c’è la nebbia e quando piove. Non mi rintano in casa, anzi. Il cielo grigio mi stimola ad uscire, a camminare lungo i Navigli. Milano, con il suo cielo uniforme, è ancora più bella e interessante.

Milano, dove tutto è cominciato

Mi chiamo Pamela Pace e sono psicologa, psicoterapeuta e psicoanalista. Svolgo un lavoro appassionante intorno ad un tema che studio ed osservo ormai da parecchio tempo: i disturbi alimentari.

Tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80, l’anoressia era trattata prevalentemente come una malattia psichiatrica e del corpo. Per fortuna, proprio in quel periodo, Mara Selvini Palazzoli, psichiatra, terapeuta e capogruppo della cosiddetta Scuola di Milano, fu la prima in Italia a spostare l’accento sugli aspetti più psicologici e familiari dei disturbi alimentari.

In quest’ottica, per me l’anoressia assumeva un significato più pieno, ragion per cui, fui spesso respinta dai tirocini quando accennavo alla sofferenza psicologica dei soggetti affetti dai disturbi alimentari.

Nonostante le difficoltà, ho iniziato a lavorare in un’associazione pioneristica e nel 2006, a partire dalla mia esperienza di lavoro di accoglienza delle famiglie, insieme alla d.ssa Aurora Mastroleo, ho fondato l’Associazione Pollicino e Centro Crisi Genitori Onlus.

Lo scopo dell’Associazione era, ed è ancora oggi, quello di rispondere con mezzi adeguati alla preoccupazione dei genitori rispetto alla tematica dei disturbi alimentari che, in modo allarmante, riguarda bambini sempre più piccoli.

Andando più nel dettaglio, le principali finalità dell’Associazione Pollicino e Centro Crisi Genitori Onlus sono due:

La finalità preventiva dell’Associazione

La prevenzione significa offrire la possibilità di un intervento in un tempo precoce che consenta di non dover curare poi. Nelle anamnesi di molte adolescenti si evidenzia il fatto che la ragazza oggi anoressica, bulimica o obesa aveva manifestato nell’infanzia, o prima infanzia, un disagio psicologico. L’intervento precoce è il primo intervento di attenzione sulla fatica del bambino e serve per capire come proseguire per sanare il disagio, prima che si trasformi in qualcosa di più grave in età successiva.

Purtroppo, dal giorno di fondazione dell’Associazione, vediamo una richiesta crescente di incontro con bambini molto piccoli – si parla anche di un’età compresa tra 0 e 3 anni – e ciò che ha permesso di gettare luce su una zona buia dell’area socio-sanitaria: l’esordio dei disturbi alimentari può essere molto precoce e non si può confinare alla preadolescenza e adolescenza, età ritenute da sempre maggiormente a rischio.

Parlando sempre di prevenzione, poniamo un accento particolare sul coinvolgimento degli adulti e della famiglia nel processo di “recupero.” Non abbracciamo, però, una didattica genitoriale perché riteniamo che non si possa andare a scuola per imparare a diventare genitori. La genitorialità, infatti, si evidenzia sul piano dell’essere e non dell’avere delle competenze. E’ necessario, dunque, restituire fiducia alle intuizioni e al cuore.

Ecco allora che si evidenzia la particolarità del nostro lavoro con la famiglia, dove il nostro compito è quello di accogliere la preoccupazione genitoriale senza una lettura pregiudiziale. Il nostro numero verde gratuito 800.644.622, accoglie i genitori – secondo quello che noi chiamiamo “ascolto gentile” – per parlare di ciò che li preoccupa, di ciò che per loro fa enigma.

La finalità clinica dell’Associazione

In Associazione, ci siamo subito aperti alla preziosità di una clinica, quindi di uno sguardo multidisciplinare – che raccoglie psicologi, psichiatri, pediatri, psicomotricisti e molti altri specialisti – e dell’importanza della collaborazione con le altre istituzioni pubbliche e private, a partire dagli ospedali fino ad arrivare agli ambienti sportivi, in un lavoro di squadra con quelle entità che hanno a che fare con quel bambino e quella famiglia.

Il nostro è un approccio psicoanalitico: dopo il primo colloquio gratuito, proponiamo ai genitori un percorso di sostegno e di monitoraggio studiato in base a ciò che incontriamo. Non dimentichiamo che nei bambini che presentano disturbi alimentari, il rapporto alterato con il cibo è trasversale alla normalità ed alla patologia: vediamo bambini che si rifiutano di masticare il cibo o che mangiano solo alimenti di un colore o di una certa consistenza, come mera espressione di una fatica nella crescita.

All’attività clinica delle proposte che riscontrano molto interesse: laboratori creativi (es. di arte), un laboratorio di hip-hop per ragazzi condotto da specialisti e un laboratorio di favole che si coniugano con il tema del cibo (per es. la tavola di Cenerentola, la ciambella dei Sette Nani).

Date le numerose e variegate attività, per la nostra Associazione, la comunicazione diventa essenziale, ecco perché manteniamo contatti con case editoriali e ci adoperiamo in iniziative di sensibilizzazione nelle scuole con un’attenzione alla parola che non colpevolizzi e assolutizzi. La necessità di far arrivare a tutti il nostro messaggio, ci spinge a facilitare il linguaggio che utilizziamo.

Ma non è tutto.

Se è vero che l’Associazione ha sede a Milano, è anche vero che si avvale di collaborazioni esterne su rete nazionale. Nel 2015, la nostra Associazione è stata mappata dal Ministero della Salute che si è preoccupato di raggruppare tutte le associazioni che implicate nella cura dei disturbi alimentari.

Il fattore “rete” si rivela essenziale, soprattutto in considerazione del fatto che dal 2007 al 2017, le chiamate al nostro numero verde si sono triplicate, portando a più di mille i colloqui gratuiti effettuati.

Da Caracas a Milano, una scelta necessaria

Io sono nata a Caracas da genitori italiani e da una certa età in poi mi sono installata a Milano. La mia pratica è sempre stata principalmente su questa metropoli.

D’altro canto, verso al fine degli anni ’80, l’anoressia era un fenomeno che si concentrava prevalentemente nelle grandi città – non a caso quelle più occidentalizzate, permeate da consumismo e capitalismo – e soprattutto al Nord. Purtroppo, al giorno d’oggi con l’esasperazione maniacale del cibo e del corpo, la situazione è cambiata in peggio e i disturbi dell’alimentazione si sono gradatamente diffusi a tutto il territorio nazionale ed anche ai piccoli centri.

Milano sembra quindi una scelta quasi “obbligata” dal punto di vista professionale. Per me, però, la città meneghina si presenta con curiosità all’incontro con gli aspetti clinici del sociale e della vita e, difficilmente, lascia cadere.

Questo fa sì che una fetta importante della cultura milanese continui a promuovere dibattiti, iniziative culturali, proponendo quella che Hanna Arendt chiamava “vita attiva“. A fronte, dunque, di tanta sub-cultura e di una certa tendenza a liquidare i fatti dentro le situazioni difficili, Milano è una città che si interessa dei problemi.

Professione a parte, anche se mi piacerebbe che a Milano ci fosse il mare, non cambierei mai città!

Psicologia e ballo, due grandi passioni

Se la psicoanalisi oggi è la mia vita, quando ero piccola avevo in mente che avrei fatto la ballerina. Ballavo già quando ero nella pancia e, quando sono uscita, non stavo mai ferma.

Il ballo è stata una passione che ho coltivato fino a 28 anni, ma già a 13, nell’incontro con un libro di Freud, sapevo due cose:

  • volevo fare la psicanalista
  • volevo avere tre figli

A 16 anni, come consigliava Freud, ho iniziato un’analisi che ho proseguito durante il  mio percorso di studi in Filosofia con indirizzo psicologico, e la successiva Scuola di Specializzazione in Psicologia clinica della facoltà di medicina.

Lo spaesamento dei genitori di oggi

Come psicologa e come madre, comprendo lo spaesamento dei genitori di oggi. Io ho avuto la fortuna di sentirmi sempre supportata. Da una parte, il mio lavoro mi consentiva di stare insieme ai miei figli (che, per l’appunto erano tre!), dall’altra, Milano offriva anche la possibilità di rivolgermi alle scuole di puericultura per avere un aiuto competente quando mi serviva. In generale, c’era anche più corporativismo tra le madri.

Come sottolineo nel libro Il domatore di leoni, la famiglia di oggi è sola nel discorso sociale che non sostiene più l’importanza dell’educazione e avanza critiche ai genitori, riportandoli sistematicamente ad un irraggiungibile modello ideale. Ecco perché l’Associazione Pollicino vuole offrirsi come punto centrale per le mamme, le famiglie, ma anche per i giovani.

Il domatore di leoni a "La Lettura" – TG5

#librodelmeseCorreva l'anno 2013 e la Dott.ssa Pamela Pace, autrice del libro "Il domatore di leoni. Riflessioni psicoanalitiche sulla preziosità della famiglia contemporanea e i padri di oggi", veniva intervistata al TG5!Buona visione :)Per vedere l'intervista completa: http://www.video.mediaset.it/video/tg5/tg5_la_lettura/371906/pamela-pace.html

Pubblicato da Associazione Pollicino e Centro Crisi Genitori Onlus su Giovedì 23 marzo 2017

I gruppi di parola organizzati presso la nostra sede di via Amedeo d’Aosta 6, aprono il dialogo con i genitori ed i giovani su tematiche particolari e permettono di proporsi come una buona forza antagonista a ciò che il consumismo promuove. E, dal punto di vista del dialogo, è importante mantenere quei piccoli luoghi presenti in certe aree della città di Milano che consentono l’incontro e lo scambio culturale. Trovo, per esempio, che l’idea del Comitato Cittadini Città Studi Lambrate che combatte per evitare che vengano smantellate aree storiche della cultura intorno ai punti nevralgici sparsi per il quartiere universitario sia un’idea vincente.

Due progetti per il prossimo futuro

Nel prossimo futuro, mi piacerebbe vedere la riuscita di un progetto appena avviato: promuovere un’associazione genitori che sostenga l’esigenza di interventi precoci quando si tratta di disturbi dell’alimentazione.

Inoltre, vorrei vedere crescere il numero di soci dell’Associazione Pollicino e donazioni e finanziamenti che, ahimè, declinano ogni anno di più: seppur senza uno scopo di lucro, anche le associazioni devono far quadrare i conti!

Ma il lavoro da fare è ancora tanto: nel nord Italia sono deficitarie le strutture per bambini 0-10 anni e l’ospitalità nei reparti di pediatria non prevede personale specializzato che tratti i disturbi alimentari.

Confido in Milano, una mamma generosa che tiene ai propri figli.

#labiografadelweb augura all’Associazione Pollicino e Centro Crisi Genitori Onlus una buona fortuna!

Vuoi restare aggiornato su tutte le storie pubblicate su MilanoCool.it? Metti un Mi Piace e condividi con i tuoi amici!

Leave a comment

Your email address will not be published.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.