Le #Marimba (mamme rimba) aka #FabulousFive fanno un po’ di #hygge insieme

Cos’è questo hygge? Beh, è un termine danese che indica l’attitudine a trovare la felicità nelle piccole cose di ogni giorno. E’ quel pensarsi e sentirsi soddisfatti, al sicuro e protetti. E’ il ritrovare il coraggio di affrontare la vita con grinta attraverso una pausa ristoratrice.

I danesi, il popolo più felice del globo

Hygge si fa insieme o anche da soli, a casa o fuori, in ogni stagione dell’anno. Vero è che per i danesi, hygge è un valore fondante di una cultura nata in condizioni climatiche particolari, con un forte orientamento alla famiglia ed uno stato sociale che fa leva sull’uguaglianza. Come disse il pastore e poeta N.F.S. Grundtvig:

Parlando di prosperità, potremo dire di essere a un buon punto quando solo pochi avranno troppo e pochissimi non avranno abbastanza.

L’hygge, dunque, è figlio di una società che ha lavorato alacremente per appianare le differenze sociali ed economiche: quando i bisogni principali sono soddisfatti, vi è più spazio per l’esplorazione sociale, creativa e personale della propria vita – e in questo clima è più facile che l’hygge prosperi.

Che fare, per esempio, durante il lungo e buio inverno o gli interminabili giorni di pioggia? Per non cedere alla disperazione, si fa un po’ di hygge!

Ma come si fa a fare hygge?

Nel concetto di hygge è connaturata un’assenza di sforzo che permette di poter stare insieme agli amici ed alla famiglia senza dover fare progetti, se non quelli volti a rilassarsi e a godere del tempo trascorso insieme. Nelle case danesi, l’hygge è un momento di piacere ricercato quotidianamente. Diciamo che, ovunque si faccia hygge, il luogo deve sapere di casa.

Eccovi qualche esempio di momenti hyggelig:

  • leggere le storie della buonanotte ai propri bambini
  • fare una passeggiata nel bosco con i propri fratelli ridendo come quando si era bambini
  • offrire il tè agli amici con dolcetti o panini – i danesi amano i panini – preparati con cura e rigorosamente in casa
  • sedersi in poltrona alla luce di qualche candela e sotto una calda coperta, leggendo un bel libro

Come vedete, non pare esserci nulla di straordinario in questo hygge, ma, nella vita frenetica di oggi, non è facile ritagliarsi qualche momento di tranquillità in cui raccogliere le idee e vivere con presenza, senza cioè essere distratti dal passato o dal futuro.

Per i bambini l’hygge è naturale

Se guardate un bambino giocare, sapete cos’è l’hygge. Crescere i propri figli in una cultura che abbraccia, significa far comprendere ai più piccoli il significato di comunità e di presenza. Se i bambini hanno sperimentato spesso la vicinanza dei genitori durante l’infanzia, sanno cosa significa sentirsi riconosciuti a un livello puramente esistenziale – sono stato visto, ascoltato, conosciuto. E’ dalla “cultura del noi”, che contemporaneamente esalta il piacere soggettivo, che nasce l’hygge, una primaria esperienza di condivisione di sé e della propria vita.

Per me l’hygge sono le serate con le mie amiche del cuore, tra le mura della casa di Anna, soffocate sotto ninnoli, libri e oggetti sparsi. Le luci sono soffuse e la tavola è imbandita di cibo preparato da noi, per noi. Niente è più hygge per me di questo e nulla alimenta la mia anima come le chiacchiere che, ogni tanto, mi concedo di ascoltare in silenzio.

Per fare hygge bisogna anche saperlo pronunciare. Ebbene, più o meno, si dice così: hiüggae.

Ci sono molti libri che parlano di hygge, ma il mio preferito è quello di Marie Tourell Søderberg Il metodo Danese per vivere felici. Hygge.

#labiografadelweb vi augura una vita zeppa di momenti hyggelig!

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