Frida Kahlo: una vita divisa tra speranza e sfida

Mia figlia ha avuto la fortuna di visitare la bellissima mostra Frida.Oltre il mito. Fino al 03 giugno 2018, infatti, al Mudec sarà possibile vedere finalmente tutte le opere provenienti dal Museo Dolores Olmedo di Città del Messico e dalla Jacques and Natasha Gelman Collection, due collezioni importantissime che raccontano dell’opera di Frida Kahlo.

Indubbiamente, FridaKahlo è stata un’artista molto trasgressiva, che vestiva in modo particolare ed era piuttosto libera in fatto di scelte amorose. Era ironica, buffa e, per certi versi, rude. Poteva sedurre con sorrisi brillanti – semplicemente perché decorava i denti con i diamanti – oppure trasformarsi in una serissima e fervente comunista.

In qualunque modo si mostrasse, è riuscita attraverso la propria vita movimentata, la propria personalità e la propria arte a toccare il cuore di molti.

Nata nel 1907, Frida Kahlo si ammalò di poliomelite. La malattia lasciò le sue tracce indelebili sul corpo dell’artista che, in parte per mascherare i danni alla gamba destra, prese a vestire le bellissime ampie gonne, tipiche Tehuana.

Ma non finisce qui: a 18 anni, Frida si ritrovò coinvolta in un incidente quasi fatale in occasione della collisione tra un bus e un tram. Nella sfortuna e nella immobilità della convalescenza, la pittura trovò il suo spazio.

Durante la breve vita (è morta a 47 anni), il corpo di Frida ha conosciuto un dolore costante e proprio questo è stato il fil rouge di tutto il suo lavoro. Dipinse la sua spina dorsale come un’antica colonna che le causava una sofferenza a cui, peraltro, Frida rifiutava di arrendersi. I dipinti sono intensi, pieni di orgoglio e di un indomito istinto di sopravvivenza.

Ritrae continuamente le diverse parti del corpo come se stesse disegnando un libro di anatomia – prima di ammalarsi di poliomelite, sognava di diventare medico – e, al contempo, utilizza gli organi con un chiaro riferimento al loro significato emozionale, fino ad arrivare a dipingere sé stessa con il proprio sangue…preso direttamente dal cuore.

Scrive Frida Kahlo:

Ho sofferto a causa di due incidenti nella mia vita. (Il primo è stato sul tram). Il secondo è stato Diego.

Quando Frida incontrò il muralista messicano Diego Rivera aveva 15 anni ed era studentessa presso il college che commissionò a Diego un murales. Incontratisi nuovamente nel 1928, Frida sposò Diego un anno dopo. Tentò più volte di avere figli, ma il suo bacino era troppo danneggiato per poter supportare una gravidanza. In uno dei suoi quadri, Frida dipinse sé stessa nuda distesa su lenzuola insanguinate, con uno sfondo che acuisce la sua profonda solitudine.

A tale proposito, Diego Rivera disse:

Mai prima d’ora, una donna ha saputo mettere su tela la poesia di una tale agonia.

Frida fece da madre ai figli di altri, in particolare a quelli di sua sorella Cristina, fino al momento in cui il dolore prese il sopravvento a causa di un fatto negativo: Diego aveva una storia d’amore con sua sorella, cosa che condusse Frida a divorziare dal muralista nel 1939.

La separazione, però, non durò a lungo, tant’è che già nel 1940 Frida e Diego convogliarono a nozze per la seconda volta.

La bellezza dell’arte di Frida è insista nella sua capacità di mettere a nudo la vita biologica segreta delle donne – dalle mestruazioni alla gravidanza, dall’allattamento alla disperazione dell’infertilità – con una intensità tale da rendere possibile l’associare all’immagine, gli odori, i sapori e i rumori degli eventi che mette su tela.

La pittura di Frida Kahlo trascende l’ordinario, riempiendolo di vitalità e possibilità di cambiamento. Frida ha reso su tela la propria vita di speranza e sfida perché possa essere monito per tutti. Ed infatti, lavorando sulla sua ultima tela, otto giorni prima di morire, incise le tre seguenti parole: VIVA LA VIDA.

Una preghiera per la bellezza che, nonostante la sofferenza, la vita è stata per lei. E può essere per noi.

Viva la vida, allora. Amen.

#labiografadelweb vi augura buon divertimento!

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