Pane in Piazza per il progetto St. Augustin in Etiopia coordinato da Mons. Pagano

Dal 07 al 13 maggio 2018 si svolgerà la manifestazione Pane in Piazza a Milano, avente l’obiettivo di raccogliere fondi per le missioni seguite dei Frati Missionari Cappuccini in Italia e nel mondo.

In particolare, i fondi andranno a finanziare un progetto portato avanti con passione da Mons. Angelo Pagano.

Giunto in Etiopia dal Camerun, Mons. Angelo Pagano è un Frate Minore Cappuccino della Provincia di Lombardia e Vicario Apostolico (Vescovo) di Harar, in Etiopia, dove è responsabile di tutte le opere sociali del Vicariato.

L’idea è quella di costruire un grande panificio industriale ad Dire Dawa in Etiopia. Nonostante uno skyline che vanta alcuni grattacieli, l’Etiopia è un paese che versa in condizioni tragiche, dove la carenza di cibo è davvero grave. Le cause sono molte e, tra queste si annoverano la siccità e l’inflazione che ha portato i costi delle materie prime – e di alcuni prodotti primari come il pane – a costi proibitivi per la popolazione locale.

Lo stabilimento dedicato a St. Augustin, sorgerà su un terreno di 500 mq appartenente al Vicariato Apostolico e avrà una capacità produttiva di 300 tonnellate al fine di rispondere alla domanda di pane su tutto il territorio.  Verranno occupate decine di etiopi, ed i profitti andranno a sostenere le opere missionarie locali a favore dei più poveri.

Intanto, due apprendisti – Tewodros, 24 anni di Addis Abeba e Abiy, 23 anni di Asebe – sono arrivati da pochi giorni a Milano e, per imparare a fare il pane, frequenteranno fino a fine luglio i corsi di panificazione del Centro Italiano Opere Femminili Salesiane – Formazione Professionale – Lombardia (Ciofs/FP) di Cinisello Balsamo. Alla formazione in aula, seguirà una formazione sul campo con la supervisione di un docente.

L’impianto sarà dotato di moderni macchinari, grazie alla generosa donazione di una panetteria milanese.

Dichiara Mons. Pagano:

Il pane è vita, amicizia, lavoro, pace. Ringraziamo la famiglia Marinoni che ci ha messo a disposizione l’esperienza e la rete di amici e collaboratori che in nome della solidarietà hanno aderito con gioia e totale disponibilità alle iniziative ‘Pane in piazza’ e panificio St.Augustin.

Mons. Pagano spiega così il progetto St.Augustin:

In Etiopia la forbice economica è grande. Il Paese in pochi anni ha quasi raddoppiato la popolazione, che oggi è di 100 milioni di persone, per la maggior parte giovani che aspirano a studiare e lavorare.

Due anni fa, quando mi trovavo ancora in Camerun, il Centro Missionario di Milano, con l’evento ‘Un panino per l’Africa’, ha raccolto quanto è bastato per dare la colazione ai bambini molto poveri di una scuola. L’importante infatti è far partire i progetti poi i benefattori danno la continuità. Oggi torniamo a proporre una iniziativa sul pane per l’Etiopia. Qui le necessità sono altre e un panificio industriale raggiungerebbe più di uno scopo.

La Diocesi affidatami dal Santo Padre, una delle 13 presenti nel Paese, è grande, si estende per 266.000 chilometri quadrati. Abbiamo orfanotrofi, scuole con circa 6.000 alunni indigenti, due ospedali per i più poveri gestiti dalle suore di Madre Teresa di Calcutta, una casa per anziani. Un nostro panificio permetterebbe di non comprare più il pane, di dare lavoro ai giovani, specie agli orfani.

In Etiopia il consumo del pane, come lo facciamo noi in Occidente, sta prendendo piede, in più grazie a una produzione industriale, il nostro pane costerebbe meno, pertanto l’inizitiva avrebbe successo ed eventuali utili potremmo reinvestirli contro povertà e fame.

Come conferma Continua Mons. Pagano, il contatto tra i Missionari Cappuccini di Lombardia all’estero ed il Centro Missionario di Milano è stretto:

In trent’anni di missione in Africa i confratelli non mi hanno mai fatto mancare il loro appoggio, la preghiera, l’incoraggiamento e l’aiuto concreto. Dal Centro di Milano ogni anno arrivano anche gruppi di volontari laici che ci dedicano le loro vacanze. Noi missionari siamo mandati, quindi non siamo mai lasciati soli.

Sono 90 i Vicariati gestiti da Vescovi Cappuccini nel mondo e, continua Mons. Pagano:

In quello di Harar vivono 8.000.000 di abitanti, quasi tutti musulmani. La maggioranza dei cristiani è ortodossa e i cattolici sono solo 24.000. I Frati sono 9 in tre parrocchie. Inoltre al Vicariato fanno capo 14 preti locali diocesani, 2 preti diocesani spagnoli e 30 suore, quasi tutte etiopi. Dobbiamo soddisfare il 90 per cento del servizio ai poveri perché anche le altre istituzioni come la Caritas e l’Unicef, si appoggiano a noi.

Quindi abbiamo un bisogno enorme di missionari, anche se le vocazioni locali per fortuna sono numerose. Il cattolicesimo infatti in Africa è una fede giovane: si è consolidato dalla metà del Novecento con il Concilio Vaticano Secondo. Poi là le famiglie hanno più figli e i genitori non scoraggiano la loro scelta di prendere i voti. Il nostro carisma nello specifico è la fraternità, per questo siamo chiamati ‘Frati della gente’. Io sono entrato nell’Ordine a 25 anni, lavoravo come geometra poi ho accolto l’invito del nostro Padre, San Francesco.

Di qualunque fede, razza o nazionalità siate, la povertà riguarda tutti. Partecipiamo, dunque, alla manifestazione Pane in Piazza per sostenere le opere destinate a chi ha meno di noi.

#labiografadelweb vi augura di avere un cuore grande!

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