Pulse by Shirin Neshat al Sepolcreto della Ca’ Granda a Milano: antico e moderno a confronto

Passato e presente si guardano allo specchio: la moderna intensità della produzione artistica di Shirin Neshat, con la sua opera video Pulse, incontra l’antico e meraviglioso Sepolcreto della Ca’ Granda.

Il percorso prevede la visita al Sepolcreto con l’installazione di Shirin Neshat e, a seguire, la visita all’Archivio Storico della Ca’ Granda. Si tratta di un’occasione davvero unica per ammirare il lavoro dell’artista iraniana in una ambientazione inusuale, resa visitabile grazie all’impegno del Gruppo MilanoCard – con il supporto di artche, associazione non profit che porta l’arte fuori dagli spazi canonici dei musei – e alla volontà Fondazione Ca’ Granda Policlinico di Milano, con la realizzazione di Ar.Se – il Percorso dei Segreti.

Shirin Neshat

Le visite saranno accompagnate da personale competente, rendendo al pubblico un patrimonio storico-artistico di grande valore per la città di Milano. L’opera di Shirin Neshat rimarrà esposta al Sepolcreto della Ca’ Granda dal 25 maggio al 15 settembre 2018.

Per informazioni e prenotazioni: Gruppo MilanoCard.

A proposito di Shirin Neshat

In un bellissimo intervento per TED Talk, Shirin Neshat si definisce un’artista in esilio e racconta del dolore della separazione dai propri cari. Nata in Iran nel 1957, l’artista si trasferisce negli Stati Uniti a 17 anni per continuare i suoi studi. Dopo l’avvento della rivoluzione islamica in Iran, Shirin Neshat rimane esiliata in America, stabilendosi poi a New York. Colpita dal cambiamento profondo della società iraniana, Shirin Neshat racconta, in particolare, dei problemi legati all’identità femminile e al rapporto tra i generi nella società islamica contemporanea.

Shirin Neshat utilizza diversi strumenti: dalla fotografia, come in “Women of Allah” (1993-97), a video e cortometraggi come in “Turbulent” (1998), “Rapture” (1999) e “Fervor” (2000). Per “Turbulent”, l’artista iraniana vince il Premio Internazionale alla 48. Biennale di Venezia nel 1999 e, dieci anni dopo, si aggiudicherà Leone d’Argento per la migliore regia alla 66ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, per il suo primo film drammatico “Donne senza uomini“. Nel 2013, oltre a mettere in cantiere il suo secondo lungometraggio, un ritratto della celebre cantante e musicista egiziana Umm Kulthum, viene chiamata a far parte della giuria del concorso ufficiale della 63ma Berlinale. Nel 2017 vince il Praemium Imperiale Award a Tokyo. Tra le sue mostre personali del 2018 ricordiamo “Looking for Oum Kulthum” (Faurschou Foundation, Copenhagen), “Dreamers Triology” (Kunstraum Dornbirn, Dornbirn, Austria) e “Women in Society” (Neue Galerie Graz, Graz, Austria).

A proposito di Gruppo MilanoCard

Nell’ultimo triennio, il Gruppo MilanoCard ha lavorato assiduamente per gestire e rendere visitabili alcuni importanti monumenti meneghini, restituendoli al pubblico. Ad esempio, dal 2015 è possibile effettuare la passeggiata sui tetti della Galleria Vittorio Emanuele con la Highline Galleria,  nel 2016 ha riaperto la Cripta di San Sepolcro, la più antica chiesa sotterranea della città e il Foro romano, e nel 2018 con Ar.Se – il Percorso dei Segreti ha aperto al pubblico l’Archivio storico e il Sepolcreto della Ca’ Granda e il Campanile dei Sospiri presso San Celso, il più antico Campanile ancora in funzione di Milano.

Al fine di rendere più fruibile l’esperienza della visita dei monumenti, Gruppo MilanoCard ha creato il Quadrilatero della Bellezza, sensibilizzando i cittadini verso il patrimonio artistico della città e sollecitando il senso di responsabilità dei milanesi, introducendo un biglietto di ingresso ai monumenti che costituisce un contributo alla manutenzione e conservazione di questi gioielli.

Non solo! In netta controtendenza, il Gruppo MilanoCard sostiene uno staff di giovani, opportunamente preparati, che accompagnano i visitatori nel percorso, raccontando con dovizia di particolari la storia dei monumenti riaperti dal Gruppo MilanoCard.

Dichiara Edoardo Filippo Scarpellini, Amministratore Delegato del Gruppo MilanoCard:

Crediamo che le città possano crescere e svilupparsi principalmente grazie alla valorizzazione della loro storia – attraverso il patrimonio storico-artistico- e grazie alla partecipazione dei cittadini che devono sentirsi parte attiva di quanto il nostro Gruppo sta facendo, insieme a centinaia di migliaia di persone.

Il Gruppo MilanoCard è stato selezionato dal Financial Times tra le 1000 aziende europee a più forte crescita tra il 2012 e il 2015, in quanto, attraverso le sue attività, raggiunge oltre 250.000 persone che vivono e visitano la città.

A proposito di artache

Come già anticipato, artache è un’associazione no profit che vuole portare l’arte fuori dagli spazi canonici, rendendo l’arte fruibile da tutti i cittadini. In particolare, artache ha deciso di concentrarsi sui luoghi di culto e sulla città di Milano che, ad oggi, risulta essere la prima metropoli europea a possedere in modo stabile in diversi luoghi di culto – di rilevanza cittadina e/o nazionale – progetti di alcuni dei più grandi nomi dell’arte contemporanea. artache opera in diversi ambiti della musica (da Stockhausen a Brian Eno, da Donatoni a Morricone) e dell’arte contemporanea (da Mark Wallinger, Bill Viola, Adrian Paci, Susan Philipsz ed Emily Jacir).

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