Il giardino perduto che conquista Brera

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All’Orto Botanico di Brera prende forma un percorso immersivo che invita a rallentare, perdersi tra la vegetazione e lasciarsi guidare dall’immaginazione. In occasione della Milano Design Week 2026, l’architetta franco-libanese Annabel Karim Kassar firma Garden of the Hesperides, un’installazione ispirata a uno dei miti più affascinanti della Grecia antica: il leggendario giardino ai confini del mondo dove crescevano i pomi d’oro dell’immortalità.

«La nostra ispirazione per questo progetto nasce dall’Orto stesso, dalla sua storia, dalla sua preziosa flora e dal meraviglioso team che vi lavora», racconta Annabel Kassar.

Il cuore dell’installazione è un portico sinuoso in legno che attraversa il viale principale dell’Orto Botanico, accompagnando i visitatori in un itinerario tra architettura, natura e mito. Lungo il percorso compaiono le Esperidi, le ninfe custodi dei pomi d’oro, raccontate attraverso venti icone dipinte dalla stessa Kassar ed esposte in teche disseminate nel giardino.

L’esplorazione si trasforma così in una piccola caccia al tesoro. Da qualche parte, nascosto tra gli alberi, si cela anche Ladone, il serpente dalle cento teste incaricato di sorvegliare il frutto proibito. Il resto è affidato alla curiosità di chi attraversa questo giardino sospeso tra realtà e leggenda.

Elemento focale dell’installazione è un lungo portico che occupa il viale principale dell’Orto, realizzato in legno da Rubner Haus. Una volta smontati, tutti i componenti sono riutilizzabili in altri contesti.

“Il portico realizzato per il Giardino delle Esperidi rappresenta un perfetto equilibrio tra innovazione, sostenibilità e narrazione. Con 24 archi in legno d’abete certificato, la struttura non solo arricchisce l’esperienza del visitatore, ma contribuisce anche a un impatto positivo sull’ambiente, stoccando circa 6,5 tonnellate di CO₂. Il legno, materiale da costruzione leggero e resistente, ha permesso di realizzare un’opera che si inserisce armoniosamente nel contesto naturale, mantenendo al contempo un’elevata precisione costruttiva” sottolinea Martin Oberhofer, ceo di Rubner Haus

Gli archi e la pedana decorata da Valpaint, oltre a garantire stabilità strutturale, disegnano ulteriormente il percorso, guidando il pubblico in una struttura immersiva.

“Per Garden of the Hesperides, l’intervento decorativo di VALPAINT si inserisce con naturalezza nel racconto dell’installazione, accompagnandone l’atmosfera e valorizzandone i dettagli. V88 SATINÉ riveste la struttura degli archi, mettendone in risalto l’eleganza e il ritmo, mentre nella pavimentazione il ciclo VALPAINT E-VOLUTION PLUS con KLONDIKE aggiunge luce, materia e profondità al percorso.In questo progetto, la superficie diventa parte dell’esperienza: dialoga con la luce e con l’architettura, contribuendo a rendere il cammino del visitatore più coinvolgente e suggestivo!” aggiunge l’arch. Alessandro Galimberti, consulente immagine e progettazione show di Valpaint.

Le icone delle ninfe sono esposte in teche autoportanti in acciaio, progettate su disegno e distribuite organicamente all’interno dell’Orto. Al loro interno sono custodite rappresentazioni delle ninfe mitologiche guardiane dei pomi d’oro, dipinte dal vero dalla designer Annabel Kassar,

Il portico è illuminato all’interno, mentre proiettori esterni conferiscono intensità e teatralità sia all’installazione sia al giardino stesso.

Giorgio Grando, Managing Director di ABS Group spiega “Le soluzioni di illuminazione RGB installata da ABS Group, con alimentazione a batteria integrata e controllo via WiFi, consentono una piena libertà progettuale: zero cavi, zero compromessi, massima resa visiva anche nelle ore serali”

Sono parte del racconto anche Lexos and Tuly, le isole contemplative che punteggiano lo spazio, invitando il pubblico a rallentare e sostare. Disegnate da Annabel Karim Kassar e realizzate da Dàmeda, queste sedute imbottite da esterno sono luoghi in cui il visitatore può fermarsi, osservare, riposare e lasciarsi avvolgere dall’atmosfera del giardino. La loro presenza introduce una dimensione contemplativa all’interno del percorso, trasformando l’esperienza in un tempo dilatato, sospeso tra realtà e mito.

In continuità con l’invito alla scoperta proposto da questa installazione, Annabel Karim Kassar propone un altro tipo di attraversamento: quello della conoscenza, tra libri, conversazioni e relazioni. Punk Witch trasforma un appartamento modernista in un luogo inatteso: non solo spazio domestico, ma ambiente attraversabile, abitato da libri, incontri e conversazioni.